A RUOTA LIBERA

Il Progetto nasce dalla volontà di offrire un'esperienza educativa a bambini, dai 3 anni ai 10 anni, che permetta loro di apprendere attraverso l’esperienza diretta della vita e crescere in un ambiente in cui sia centrale la Libertà di essere se stessi. Nel percorso mensile, all’interno del progetto “A ruota libera”, i bambini saranno accompagnati in un cammino che li aiuterà ad indagare la pluralità delle intelligenze, così come teorizzate da Gardner, attraverso attività che li porteranno alla scoperta di diversi “profili” di Gorilla e, quindi, anche sperimentando propri e diversi interessi, attitudini e competenze.

L’educazione libertaria, che è alla base del nostro agire e sentire pedagogico, ci fornisce gli strumenti teorici per pensare una (non)didattica che sia attenta al bambino e al gruppo. Per questo, grande spazio è dato al gioco libero, ai momenti comunitari come quello del cerchio e non vi sono divisioni arbitrarie per età.

Tale visione, in sinergia con i principi dell’outdoor education (educazione all’aria aperta) viene vissuta in un contesto in cui la natura, così come la città, diventa Maestra e strumento di apprendimento privilegiato. È in questo modo che intendiamo restituire all’ambiente, al quartiere, alle persone, e quindi alla città il suo ruolo educante. Offrire ai bambini la possibilità di vivere all’aria aperta significa donare loro infinite occasioni educative poiché ognuna di esse rappresenta un grande veicolo di conoscenza, significa dargli la possibilità di imparare facendo, imparare dall’esperienza. È quella che Trasatti, definisce “educazione incidentale”.

 

Uno degli obiettivi del Progetto è quello di creare, insieme ai bambini, una dimensione all’interno della quale venga abolita ogni forma di autorità e di gerarchia, rispettosa dei tempi, degli spazi e degli interessi di ognuno conformandosi, nella pratica, non come educazione, bensì come autoeducazione. Questo termine pone il focus sulla libera espressione di sé stessi, della propria personalità piuttosto che sulla trasmissione di conoscenze e imposizione di atteggiamenti. Di conseguenza tra la figura dell’educatore e quella del bambino si delineano dei confini molto labili e interscambiabili che vedono l’adulto come facilitatore, all’interno del percorso autoeducante del bambino. Intraprendendo questo cammino è così offerta ad ogni bambino la possibilità di riappropriarsi della propria infanzia, di vedere valorizzate quelle competenze e quei talenti che gli appartengono naturalmente. Un viaggio, quindi, attraverso il complesso sentiero verso la Libertà, dove Responsabilità, Autonomia, Rispetto, Cooperazione e Autoregolazione sono le fondamenta su cui poggiare, secondo i tempi e i ritmi di ognuno.

 

In un percorso di questo tipo risulta imprescindibile e fondamentale il rapporto con le famiglie che, a partire da una scelta importante, si trovano a confronto con paure, dubbi, aspettative, ma anche con le proprie convinzioni ed emozioni, essendo sempre guidate dal forte desiderio di offrire ai propri figli l’ambiente che considerano più adatto alle loro esigenze. Una scelta, quindi, nella quale è implicita la necessità di partecipazione ed interesse, la fiducia nei confronti delle figure dei facilitatori, la disponibilità al dialogo, l’impegno affinché i bambini possano percepire una linearità e una coerenza tra ciò che si respira nell’ambiente domestico e ciò che si vive nelle ore in cui partecipano al progetto, che non sono più quindi intese come una delega rispetto all’educazione, ma che al contrario presuppongono da parte di tutti gli adulti (facilitatori e genitori), un cammino e un approccio pedagogico condiviso e affiatato.

FACILITATORI

Il progetto prevede che vi siano più figure di riferimento in qualità di “facilitatori”, tutti provenienti dallo staff educativo dell’A.s.d. Gorilla.

Le varie personalità e professionalità di tali figure si alterneranno, durante la settimana di attività, per offrire ai bambini la ricchezza della diversità e per donare loro differenti punti di vista che possano stimolare ambiti, curiosità ed interpretazioni diversificate, in modo da creare un ambiente in cui la ricerca e la conoscenza siano continuamente stimolate.

GIORNATA TIPO

Per quanto “A ruota libera” sia un progetto flessibile ed incentrato sulla curiosità e, quindi, su tempi e spazi del gruppo, possiamo delineare uno schema generale della giornata tipo:

 

9.00-10.00 Accoglienza e gioco libero

10.00-10.30 Cerchio e Merenda

10.30-12.30 Attività

12.30-13.00 GIOCO LIBERO

 

la merenda è a carico delle famiglie. Le attività proposte saranno programmate dagli educatori in base all’osservazione, nei giorni precedenti, degli interessi e delle curiosità dei bambini, tenendo a mente le “linee guida” presenti nelle già citate Indicazioni nazionali del MIUR. Le attività abituali come il Cerchio e il Gioco Libero sono di per sé educative: sono per noi momenti di grande importanza in cui sperimentare l’autogestione, la cooperazione, il confronto democratico, l’autonomia ed il senso d’appartenenza al gruppo.

FINALITÀ

Il progetto si pone finalità che riguardano l’individuo, considerato naturalmente interdipendente all’ambiente che lo circonda, e per questo non possono essere esclusivamente dirette al singolo ma assumono caratteri anche collettivi e sociali. Esse vengono sintetizzate nel seguente modo:

 

- Creare una realtà in cui venga resa evidente ad ogni individuo (a prescindere da età anagrafica, sesso o ruolo) la connessione profonda tra gli esseri viventi e l’ambiente che li circonda, fatto di relazione, incontro, empatia e rispetto per l’altro da sé (che sia un luogo, un altro essere vivente o un oggetto);

 

- Ri-pensare la città come una grande aula a cielo aperto, capace di offrire molteplici spunti” educativi;

 

- Valorizzare il quartiere Serpentara, offrendo uno spazio in cui bambini e famiglie possano sperimentare la potenza della convivenza pacifica tra gli esseri umani, in un contesto accogliente, non giudicante e in cui il singolo possa esprimere liberamente il proprio sé ed i propri talenti in maniera armonica con gli altri;

 

- Sperimentare pratiche di democrazia, intesa come confronto, partecipazione, responsabilità, rispetto reciproco e gestione pacifica delle situazioni di conflitto e non più come supremazia della maggioranza, in modo da abolire ogni logica di potere;

 

- Ostacolare la dispersione scolastica e l’analfabetismo di ritorno, mantenendo acceso quel desiderio di apprendere che ogni individuo naturalmente possiede;

 

- Contrastare il “deficit di natura”, offrendo ai bambini la possibilità di viverla anche e soprattutto all’interno della città;

 

- Creare una comunità in grado di abbandonare le logiche opportunistiche, competitive e di deroga, per riscoprire la responsabilità e l’impegno di ognuno nei confronti dell’ambiente in cui è inserito.